12 Maggio 2026
12 Maggio 2026

Wada e Sinner: la fine dello scontro tra titani

A cura di Elisa Tonni

(…) Pensa se fosse una cosa di tutti

Sbagliare e poi ammettere subito di averlo fatto

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La vicenda: l’inizio e la fine

La vicenda trae origine dalla positività dei test antidoping delle urine, svolti dall’atleta a marzo 2024 (nello specifico: il 10 e il 18 marzo), nelle quali era stata infatti trovata traccia di clostebol, steroide anabolizzante proibito dalla Wada poiché in grado di migliorare forza, resistenza e incrementare la massa muscolare2.

Contro il provvedimento n.250/2024 di assoluzione di Sport Resolutions, Wada aveva presentato appello al TAS, ritenendo, secondo le regole applicabili di diritto sportivo, non corretta la conclusione di ‘assenza di colpa o negligenza’3.

L’ accordo con Wada prevede l’ammissione, da parte di Sinner, di aver violato le norme antidoping posto il fatto che la positività era stata determinata da una contaminazione dovuta all’uso dello spray al Clostebol da parte del suo fisioterapista.

Secondo il Codice Antidoping, infatti, è responsabilità personale dell’atleta assicurarsi di non assumere alcuna sostanza proibita dato che gli stessi atleti sono responsabili di qualsiasi sostanza proibita o dei suoi metaboliti o markers riscontrati nei propri campioni biologici; di conseguenza, ai fini dell’accertamento della presenza di una sostanza proibita o dei suoi metaboliti o markers nel campione biologico di un atleta, non è necessario dimostrare il dolo, la colpa, la negligenza o l’uso consapevole da parte dell’atleta.

Inoltre, l’atleta è responsabile del possesso di una sostanza o di un metodo proibiti da parte delle persone a lui di supporto nello svolgimento della pratica sportiva sia durante la competizione sia fuori da quest’ultima.

La Wada, con tale accordo, afferma di accettare la spiegazione dell’atleta per la causa della violazione, che l’atleta non avesse intenzione di imbrogliare e che la sua esposizione al clostebol non abbia portato alcun beneficio in termini di performance e sia avvenuta senza la sua conoscenza, a causa della negligenza dei membri del suo entourage4.

Il patteggiamento è stato possibile in virtù dell’articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping, secondo cui, nel caso in cui l’atleta ammetta tempestivamente una violazione delle norme antidoping, può ricevere una riduzione del periodo di inidoneità sulla base di una valutazione da parte dell’Organizzazione Antidoping e della WADA. Il periodo di inidoneità può iniziare retroattivamente, sin dalla data di raccolta del campione o dalla data in cui è avvenuta l’ultima violazione delle norme antidoping.

Fondamentale è altresì il fatto che l’accordo di risoluzione ( e di conseguenza l’ammontare della riduzione del periodo di inidoneità e la data di inizio del periodo di inidoneità) non sia soggetto a revisione da parte di un organo giudiziale e ad appello ai sensi dell’articolo 13 del Codice Antidoping.

L’ineleggibilità, in virtù dell’art.10.14.2, inoltre permette a Sinner di ritornare ad allenarsi ad aprile; enuncia infatti l’articolo citato che un atleta può tornare ad allenarsi con una squadra o a utilizzare le strutture di un club o di un’altra organizzazione gli ultimi due mesi del periodo di inidoneità o l’ultimo quarto del periodo di inidoneità imposto.

1 “Resistenza” di Fulminacci.

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