10 Giugno 2026
10 Giugno 2026

Concessioni amministrative: possibile il rinnovo tacito?

A cura di Pasquale La Selva

La concessione amministrativa è l’atto con il quale la Pubblica Amministrazione conferisce o trasferisce ex novo la titolarità di un diritto soggettivo in capo ad un privato.

Questa si differenzia dall’autorizzazione perché quest’ultima si occupa di eliminare l’ostacolo che permetterebbe al privato di esercitare il diritto soggettivo di cui era già titolare.

Le concessioni amministrative, come insegna ogni manuale di Diritto Amministrativo, possono essere suddivise in concessioni traslative (con le quali l’Amministrazione conferisce un diritto soggettivo al soggetto privato) e concessioni costitutive (con le quali l’Amministrazione conferisce al privato un nuovo diritto). Ancora, le concessioni amministrative, sono traslative di beni pubblici, servizi pubblici, e lavori (che a differenza dei contratti di appalto di lavori, il corrispettivo non è a carico dell’Amministrazione appaltante).

Ma la concessione amministrativa ha una durata limitata nel tempo. È possibile dunque, ottenere il rinnovo tacito della concessione amministrativa alla scadenza?

La risposta ce l’ha data il TAR Lazio – Roma, sez. II, l’8 giugno 2017 con la sentenza n. 6764, che è stato chiamato per pronunciarsi circa il rinnovo di una concessione amministrativa che non era stata tempestivamente rinnovata, riportando uno stralcio della Cassazione: “la tesi di una perdurante vigenza della concessione, per effetto del suo rinnovo tacito, non può applicarsi ai contratti pubblici in quanto la volontà di obbligarsi della p.a. deve sempre essere manifestata nelle forme richieste dalla legge, tra le quali l’atto scritto “ad substantiam”, risultando quindi irrilevante “un mero comportamento concludente anche se protrattosi per anni” (Cass. civ., sez. III, sentenza n. 22994 dell’11.11.2015).

Talaltro, all’interno della concessione stessa oggetto di esame del TAR, di durata pari a 6 anni, era espressamente prevista “la facoltà di rinnovo per ulteriori anni a richiesta del concessionario entro 6 mesi dalla scadenza”.

Il giudice amministrativo non avrebbe di certo potuto concedere il rinnovo tacito della concessione amministrativa, e per due ordini di motivi: anzitutto, come già specificato dalla Cassazione, trattandosi di un vincolo della P.A., questa deve sempre esprimere la volontà di obbligarsi; e secondo, la tardività nella richiesta di rinnovo da parte dell’interessato non può essere sanata da un eventuale rinnovo tacito, in quanto la legge non tutela le ‘distrazioni’ dei consociati.

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